RISVEGLIO
Non avevi puntato la sveglia. Eppure ti ritrovi in piedi,il passo incerto fino alla cucina alla ricerca dell’unica cosa al mondo che possa darti sollievo. Caffe. La testa è attaccata al collo,lo sai perche’ fa terribilmente male. Le tempie pulsano come se i peccati della sera prima stessero provando ad uscire tutti insieme da uno spazio troppo stretto per contenerli tutti. Gli occhi gonfi,la vista appanata finalmente trovi l’accendino. E questa è la prima buona notizia della giornata. La battaglia è epica. punti saldamente i piedi a terra,ti pieghi in avanti, metti le mani in posizione e aiutandoti con un urlo da battaglia piu’ simile a grugnito, inizi a esercitare tutta la forza di cui sei capace intorno quei due pezzi di metallo avvitati tra loro. Lei non molla,ti fa sudare,ma con un’ultima disperata torsione delle mani infine si spezza,lasciando finalmente galoppare la speranza che la tua giornata tra poco potra’ cominciare. La moca è sconfitta. Con tutta la concentrazione del mondo,cerchi di coordinare la mano che agisce sull accendino con quella che si occupa della manopola del gas. Una vampata di calore. Un bagliore azzurro come il cielo. Ce l’hai fatta. Ora siediti e riordina le idee mentre ti godi il trionfo. Una tazza di quella bruna meraviglia è finalmente tra le tue mani. Primo sorso ed è il paradiso. Al secondo torni sulla terra,ma il mondo sembra di nuovo un bel posto in cui vivere. In quell’attimo di eterno godimento ti accorgi che qualcosa illumina la tazza fumante. Distrattamente giri il collo indolenzito , gli occhi si stringono in un taglio contemplativo e ti ritrovi ad osservare una familiare ma inaspettata danza di polvere scintillante in prossimita della finestra chiusa. Ci impieghi una attimo ad elaborare l’informazione. Poi capisci… In quei 4 passi dal tavolo alla finestra, riabbracci l‘antico cauto ottimismo che ti faceva trattenere il fiato la mattina di natale, sai perfettamente che aldilà‘ di quel confine che separa la vista dalla consapevolezza, troverai la perfezione di un attimo irripetibile eppure oggi come allora il respiro rimane bloccato in gola. Ma ormai non ha più importanza basta fantasticare sei arrivato… 3… 2… 1… Apri la finestra. La stanza si accende con un esplosione bianca di luce che frusta le pupille costringendole a rimpicciolirsi. Lo sapevi, eccome se lo sapevi! Ma intanto che i tuoi occhi si adeguano alla nuova vita ti godi l‘esperienza. le estremità delle labbra si arricciano, le narici si allargano,sorridi e respiri l‘odore della neve. Alzi il viso per meglio godere del calore del sole e quando finalmente riesci a riaprire le palpebre, tutta la sconfinata potenza di quella visione ti investe sbalzandoti anni luce lontano dalla drammatica esperienza del risveglio. Il cielo è di un azzurro così limpido che solo l‘inverno sa regalare, il bianco manto che accarezza l‘orizzonte si accende di milioni di piccoli fuochi lontani che brillano al sole. Ti congratuli con Dio per quei sei giorni di duro lavoro tuttavia oggi è il settimo giorno, da qui in poi ci penso io.
Riposati pure Dio e grazie di tutto.
Vado a svegliare gli altri. Oggi si va a “ snowboardare ” !

By Andrea Piras

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