Ach: “Hey Elio! Come stai? Elio: Bene! Ach: Sei mai stato in Sicilia? Elio: Si da piccolo con la famiglia! Ach: A snowboardare? Elio: A snowboardare?!? Ach: SI! Ha nevicato molto settimana scorsa sul vulcano Etna…E poi si mangia da paura… Elio: Sounds gooood! quando partiamo…?

Così iniziò la nostra avventura. Elio Fumagalli, Armando Guet e il sottoscritto siamo partiti come surfisti, sapendo che la tempesta questa volta non aveva colpito le nostre Alpi. L’incredibile accoglienza è la prima cosa che colpisce quando arrivi sull’isola, la gente un po’ stupita, un po’ curiosa del fatto che tu stia andando a sciare proprio lì ti accoglie come loro figli. Marco il nostro local di di riferimento ci ha messo in tutte le condizioni possibili per poter svolgere il nostro amato lavoro al meglio offrendoci posti letto, macchina e buon cibo. Tre giorni a disposizione, pochi, ma abbastanza per Armando (giovane skier/fotografo Engadinese) per estrapolare una serie di scatti assolutamente vari tra di loro, dallo street a semplici curve in una ambiente sicuramente “diverso”. Troppa neve in un posto del genere non è sempre sinonimo di buono. La mattina del secondo giorno aveva ricominciato a nevicare, questo ha reso veramente difficile raggiungere il piccolo resort di Etna nord. Dopo qualche divertente ora passata ad aiutare la gente mettere le catene da neve, finalmente abbiamo trovato un bosco dove poter fare qualche semplice curva in un contesto di larici e betulle. Poco è bastato a Elio per importare tutto il suo stile elvetico tracciando linee come un pittore davanti a un nuovo tipo di carta. Si, non era la neve fresca a cui siamo abituati; soffice e facile d’alzare, il clima , estremamente condizionato dal mare formava uno strato a pallini simile al polistirolo. “Non importa, concentriamoci sulla posizione!” dice Elio, e con un’esperienza non tipica della sua età comincia fare classiche curve sotto il rapido occhio di Armando. Raggiungere la cima del vulcano non è stato possibile per le continue eruzioni e il mal tempo, ma grazie all’aiuto dei locals siamo riusciti raggiungere dei piccoli crateri dove poter fare qualche scatto. La tagliente roccia nera affiorava ovunque anche se aveva nevicato e le raffiche di vento creavano dei buchi di bel tempo buoni per qualche scatto. L’odore di zolfo cominciava essere molto forte, e dopo qualche ora passata lassù decidiamo di scendere per cercare qualche street spot. Giusto alla partenza degli impianti avevamo adocchiato un rail con close-out sul finale. Aspettiamo allora che il resort chiuda per cominciare a girare. Due giri Elio aveva già portato lo scatto a casa, quando era il momento di provare qualcosa di più complesso il responsabile degli impianti ci fermò dicendo che non potevamo continuare per ragioni di sicurezza, polizia e la storia la sapete già.. 

 

 

 Torniamo soddisfatti da questo piccolo trip e con la consapevolezza che il climate change esiste. In futuro sentiremo sempre più storie di snowboard in posti inusuali come la nostra Sicilia.
Achille Mauri
ph. by Armando Guet